.
Annunci online

pdsannicola
oltre l'orizzonte


Diario


11 gennaio 2010

1° Congresso PD Sannicola

 All'avvocato Luana Moscatello, nuovo Segretario del PD sannicolese, i migliori auguri per un proficuo lavoro.


 

OLTRE LE DIVISIONI, PER UN PARTITO COESO E PLURALE PER L’UNITA’ DEI DEMOCRATICI

 
  1. Premessa: la svolta è necessaria

 

La delicata stagione congressuale nazionale si è appena conclusa e ha visto la grandissima partecipazione di milioni di donne e uomini che, scegliendo Pierluigi Bersani Segretario Nazionale e Sergio Blasi Segretario Regionale, hanno rinnovato la fiducia nel progetto del Partito Democratico.

Un progetto che si è fondato sulla felice intuizione di aggregare donne e uomini, forze e culture diverse attorno al profondo cambiamento del nostro Paese con un metodo democratico aperto alla partecipazione di tutti.

Il Congresso che abbiamo vissuto ci ha portati a votare e talvolta a rappresentare mozioni diverse: tuttavia crediamo che ora sia giunto il momento di sganciarsi dalla logica ferrea e spesso troppo stretta imposta dall’adesione alle diverse mozioni congressuali nazionali.

Ciò nonostante non vogliamo limitarci a rappresentare una composita platea congressuale, ma vorremmo dare voce alla nostra comunità; e vogliamo formulare una proposta capace di coinvolgere tutti i molti attori che quotidianamente sul territorio spendono il loro tempo per la costruzione e il radicamento del nuovo partito.

Per fare questo dobbiamo e vogliamo lavorare insieme ad un progetto di un partito unito attorno ad alcuni punti cardine.

Non ci bastano più le tradizioni politiche da cui proveniamo: abbiamo bisogno di analizzare i problemi dell’oggi con lenti moderne, dobbiamo essere competenti e preparati, dobbiamo sapere cosa dire, trovando occasioni di confronto sui singoli temi, nelle quali, attraverso mediazioni e votando democraticamente, sia possibile definire posizioni chiare e forti.

Sarà innanzitutto necessario che la prossima segreteria promuova un permanente percorso di formazione degli amministratori e dei militanti, volto da un lato a fornire gli strumenti tecnici necessari per l’esercizio dell’attività istituzionale, dall’altro occasioni di approfondimento sulle storie dalle quali molti degli iscritti al PD provengono, ma che non hanno ancora trovato alte occasioni di confronto, di sintesi e di elaborazione di nuovi percorsi.

Quanto all’azione non è sufficiente fare le cose, qualsiasi esse siano: il PD deve essere in grado di tradurre le idee in cose da fare; solo così potremmo essere credibili.

Il circolo deve raccogliere le istanze che provengono dal territorio, mettere a disposizione competenze, promuovere occasioni di elaborazione/confronto interno e/o pubblico. Il circolo curerà il rapporto con i circoli del territorio per una crescita globale finalizzata alla costruzione del partito, non subalterna al coordinamento provinciale ma in un confronto trasparente e leale.

Per un partito aperto e trasparente

Il PD non può rinunciare a cercare un contatto diretto con i cittadini che della democrazia sono base e fondamento. Il PD deve darsi forme di radicamento sul territorio, creando occasioni di incontro e confronto realmente aperte all’esterno. Per essere un interlocutore credibile il PD e i suoi dirigenti devono essere esemplari, trasparenti, evitare condotte improprie e conflitti di interesse.

Il PD deve promuovere ed incentivare le forme di aggregazione delle ragazze e dei ragazzi iscritti e simpatizzanti, affinchè questi possano, in maniera snella, libera e democratica, creare momenti formativi e di incontro al servizio della loro crescita personale e politica e di tutto il partito.

I partiti sono una delle formazioni sociali nelle quali si svolge la personalità dell’uomo (art. 2 della Costituzione): questo significa che la partecipazione democratica non si esaurisce al momento elettorale, si fonda anche su associazioni, che si pongono obiettivi particolari (volontariato, ambientalismo, mondo del lavoro). Per questo motivo il PD deve trovare un canale privilegiato di dialogo con questo vasto mondo e non limitarsi all’organizzazione di strutture interne, che rischiano di distrarre energie senza dare alcun apporto conoscitivo della realtà che il partito dovrebbe interpretare.

In pratica devono essere esplicitati i principali temi di carattere generale che, senza trasformarsi in un programma amministrativo, rappresentino le linee d’azione entro cui si dovrà muovere la prossima segreteria del PD. Sarà, poi, compito del circolo rendere fortemente riconoscibile l’azione politica dell’amministrazione comunale, come fortemente riconoscibile sarà l’azione del circolo nei confronti dell’amministrazione. Gli amministratori devono mantenere un costante e continuo contatto con il circolo, al fine di maturare azioni e posizioni il più possibile condivise, efficaci e concordate.

Il nostro partito dovrà tornare a produrre elaborazione politica, a ragionare secondo “idee lunghe” rifuggendo l’estemporaneità e la superficialità delle proposte.

Dovrà fondare la propria azione non sulle convenienze della tattica ma sull’ampio respiro della strategia; dovrà caratterizzarsi per la chiarezza delle proposte, rifuggire impostazioni massimaliste ed inutilmente antagoniste, ma rifiutare con eguale vigore la conservazione ed il moderatismo. Essere mite, ma non rinunciatario, come si addice ad un partito che voglia essere davvero riformista.

Dovremo riappropriarci dei principi e dei valori propri delle tradizioni culturali che questo partito rappresenta, che si fondano sui principi di uguaglianza e non discriminazione, rifiuto della guerra e solidarietà sociale proclamati nella Costituzione democratica e antifascista, cercando di rammodernali e di declinarli al futuro; dovrà, soprattutto, formulare proposte politiche pienamente coerenti con i valori proclamati.

Diritti della persona

La sfida culturale e politica che, come cittadini e membri di un partito che accomuna la tradizione cattolica e le lotte a difesa dei più deboli, ci dobbiamo porre è quella di prendere coscienza della nostra condizione di attori protagonisti delle relazioni umane, al fine di aspirare ad un comportamento basato sul valore del rispetto delle differenze e della dignità umana. Le continue violazioni ai Diritti Umani e la situazione attuale di caos a livello globale ci chiedono con forza una educazione diretta a promuovere lo sviluppo della persona umana.

Per un partito fondato sul lavoro

E’ necessario che il PD ritorni ad essere attrattivo nei confronti del mondo del lavoro, perché è lì che si investe nella maggiore risorsa del nostro paese, il capitale umano.

E’ necessario che il nostro partito sappia rappresentare le esigenze del lavoro nelle sue diverse forme, da quello dipendente a quello autonomo, quello non garantito, quello della piccola e media impresa, degli artigiani e dei commercianti, degli operatori del settore turistico, degli agricoltori, tessendo un dialogo capace di farsi sistema con le organizzazioni sindacali, le organizzazioni di categoria, il mondo della cooperazione, gli ordini professionali.

Occorre portare avanti ferme e serie proposte elaborate nel costante confronto con gli attori del sistema economico, per superare il declino di alcuni modelli e sistemi produttivi, accelerato dalla crisi economica, mediante l’investimento nell’innovazione e il sostegno alle attività produttive esistenti.

Per fare tutte queste cose occorre una visione nuova, attenta alla realtà sociale, aperta, lungimirante. Occorre la capacità di ascolto e di proposta. Sono necessarie l’umiltà e la testardaggine di una classe politica capace di fare rete con le realtà positive del territorio, per favorire un nuovo ciclo di prosperità e sviluppo economico, fondato sul lavoro, sulla dignità della persona e sul rispetto dell’ambiente. Il circolo non potrà non affiancare la scuola pubblica nel suo progetto di crescita culturale e sociale difendendone il ruolo centrale e i principi fondamentali così come è previsto dalla Costituzione italiana.

L’ambiente

Quanto all’ambiente il PD deve farsi convinto portatore di politiche di sostenibilità ambientale: risparmio energetico, energie rinnovabili, raccolta differenziata globale, nell’ottica della creazione di un rapporto compatibile tra sviluppo, ambiente e salute. In quest’ambito sarebbe, poi, opportuno discutere sul tema dell’emergenza acqua, particolarmente sentito nella nostra Regione, per combattere la privatizazione di un bene essenziale alla collettività. Tutti temi sui quali il nostro partito con tutte le sue componenti deve necessariamente confrontarsi per elaborare una linea politica condivisa che ci permetta di operare scelte strategiche senza dubbi e indugi.

L’ambiente potrebbe diventare anche nel nostro comune un motore di ripresa dell’economia, nel segno di quella green economy di cui tanto si parla e poco si pratica.

Questo non è altro che uno schema minimo di programma, che pone alcuni punti irrinunciabili per aprirsi ad un confronto reale, da cui si possa partire per scrivere il vero e proprio programma politico del PD. La definizione di una forma partito nasce soprattutto dalla lettura della realtà sociale, con i suoi problemi, le sue contraddizioni, le sue incongruenze, che la politica è chiamata a ricomporre in un disegno armonico. Oggi chiederci quale partito vogliamo essere significa chiederci quale realtà sociale vogliamo contribuire a disegnare; con che modalità, con quali idee vogliamo accompagnare il nostro sindaco, i nostri assessori e i nostri consiglieri. Questo dunque non è altro che la traccia di un lavoro da cui il gruppo che compone la mia lista vuole partire per l’elaborazione della politica di questo circolo. Si tratta perciò solo di un livello di riflessione assolutamente preliminare, sapesse fare sintesi delle istanze che vengono dalla vasta provincia e che possono essere conosciute solo se “viste da vicino”.

Luana Moscatello




25 novembre 2009

Una buona notizia!

 

Antonio Maniglio: La Puglia è la prima regione che dice NO al nucleare. Il Consiglio Regionale approva la legge del PD.

 

“La buona politica scrive una pagina importante per i cittadini pugliesi: un bel NO chiaro e forte a qualsiasi impianto nucleare in Puglia.

Quella che sino ad oggi era una semplice aspirazione e un sentimento diffuso di milioni di persone trova espressione in una legge della Regione che sicuramente farà da apripista per altre leggi regionali.

In qualità di presentatore della proposta di legge mi sento di ringraziare l’ufficio legislativo e anche i colleghi dell’opposizione che, salvo qualche nota stonata, come quella del capogruppo di AN Ruocco, non solo hanno votato a favore della legge ma hanno dato un contributo importante per evitare qualsiasi rischio di incostituzionalità della norma.

La produzione e il trasporto di energia, infatti, sono materia concorrente e la Puglia non intende abdicare ai suoi poteri, per questo in assenza di una intesa tra Stato e Regione il nostro territorio è precluso a qualsiasi insediamento nucleare.

Questa legge nasce da una scelta di fondo del PD: il nucleare di terza generazione – che il governo Berlusconi sta rilanciando- non è proponibile, sia per i rischi connessi alla sua utilizzazione che per l’irrisolto problema dello smaltimento delle scorie. E’ di questi giorni la notizia che la Francia ha costruito un sito per lo smaltimento delle scorie a 500 metri di profondità, spendendo oltre 60 miliardi di euro, l’equivalente del debito pubblico dell’Italia.

Ma pesano anche le specificità della Puglia: la nostra regione esporta l’88% dell’energia che produce, non si capisce –pertanto- per quale motivo il nostro territorio debba essere ancora devastato da impianti di tipo nucleare che distruggerebbero un’intera Regione.

In Puglia bisogna proseguire sulla strada tracciata in questi anni: ridurre le fonti inquinanti come si è fatto a Taranto e come si sta tentando di fare a Cerano, puntare sulle energie rinnovabili (magari con una più adeguata regolamentazione) e sul risparmio energetico. Queste sono le direttrici di uno sviluppo compatibile, centrato sul turismo di qualità e sugli straordinari beni paesaggistici e culturali che stanno esercitando una forte attrazione turistica, oltre che sul manifatturiero ecosostenibile.

Una bella giornata per la Puglia e un investimento sul futuro dei pugliesi.

Una soddisfazione anche personale per chi crede in una politica concreta, fatta di cose possibili e con la mente e il cuore sempre rivolti agli interessi generali.”



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. regione puglia no al nucleare

permalink | inviato da pdsannicola il 25/11/2009 alle 19:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


17 novembre 2009

Invito


31 ottobre 2009

.

 

Primarie: 3.067.821 voti

“UN GRANDE RISULTATO DI PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA”


Candidati

voti

%

Assemblea

Nazionale

Bersani

Franceschini

Marino

1.603.531

1.035.026

378.211

53.15

34.54

12.54


Candidati

Voti

%

Seggi

Assemblea Regionale

Blasi

Emiliano

Minervini

82.104

51.414

33.779

49.08

30.73

20.19

63

38

25

Auguri di buon lavoro a:

Pierluigi Bersani, eletto Segretario Nazionale

Sergio Blasi, eletto Segretario Regionale

Giuseppe Nocera, eletto Delegato all’Assemblea Regionale

Il PD di Sannicola ringrazia i 316 cittadini che hanno partecipato alle primarie


26 ottobre 2009

Primarie - Risultati di Sannicola

ELEZIONI PRIMARIE PER LA SCELTA DEL SEGRETARIO NAZIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO – RISULTATI DI SANNICOLA

Candidato

Voti

totali

Voti

Lista 1

Voti

Lista 2

%

Bersani

152

48.10

Franceschini

123

106

18

38.92

Marino

37

11.70

Votanti

316

Voti validi

312

98.73

Schede bianche

0

Schede nulle

4

1.26

Elezioni primarie per la scelta del Segretario Regionale del Partito Democratico – Risultati di Sannicola

Candidato

Voti

totali

Voti

Lista 1

Voti

Lista 2

%

Blasi

184

162

22

58.22

Emiliano

44

26

18

13.92

Minervini

66

20.91

Votanti

316

Voti validi

294

93.04

Schede bianche

13

4.11

Schede nulle

9

2.85




Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. partito democratico primarie sannicola

permalink | inviato da pdsannicola il 26/10/2009 alle 16:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


22 settembre 2009

*

Partito Democratico Sannicola


Congresso di Circolo  21.09.2009


 


Votanti: 70 su 101 aventi diritto


 

Convenzione Nazionale



Bersani:             voti 37   52.85%



Franceschini:    voti 23    32.85%



Marino:             voti  9     12.85%



Schede bianche:            1     1.42%


 

Convenzione regionale



Blasi:                 voti   40     57.14%


Emiliano:           voti     4       5.71%



Minervini:          voti  17     24.28%



Fusco:                 voti    4       5.71%



Schede bianche:              5       7.14 %


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. partito democratico congresso sannicola

permalink | inviato da pdsannicola il 22/9/2009 alle 16:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


10 settembre 2009

11 settembre 2001




"Come sono state distrutte, come sono crollate
quelle grandi e possenti torri di ghiaccio e d'acciaio
fuse da quale terrore?...
Quali fuochi, quali luci hanno smembrato,
nella collera bianca della loro accusa
quelle torri d'argento e d'acciaio
colpite da un cielo vendicatore?...
Le ceneri delle torri distrutte si mescolano ancora alle volute del fumo
velando le tue esequie nella loro bruma; e scrivono il tuo epitaffio di braci:
"Questa fu una città che si vestiva di biglietti di banca".

 


non
è la cronaca della tragedia dell'11 settembre 2001

ma è la sesta parte da

"Le rovine di New Jork"

 tratta dal poema

"Immagini di un Apocalisse"

scritta da Thomas Merton nel 1947 ! ! ! ! !

per saperne di più:

Cronologia


25 agosto 2009

*


23 agosto 2009

Il popolo del Pd riparte da Genova



“Finalmente l’inno di Mameli, allora gli italiani se lo ricordano!” esclama una signora in mezzo alla folla con un po’ di stupore misto ad orgoglio. Sono le 16.30 a Genova e la Festa Democratica lancia i suoi primi vagiti. Bastano le prime note dell’inno nazionale, suonato dalla Filarmonica Sestriese, a far sentire un unico popolo persone che fino a pochi secondi prima gironzolavano qua e la.

Ci sono le signore che cantano a squarciagola, c’è il signore anziano che accenna una mano sul petto e assume l’aria solenne, c’è la nonna che ha portato il nipotino alla festa e adesso cerca di spiegare cos’è l’ “elmo di Scipio”, ci sono i ragazzi, bianchi e neri, che sorridono all’allegra parata e battono il piede a tempo di musica, c’è il cuoco che lascia uno dei tanti stand per applaudire soddisfatto.

È un popolo che si ritrova, quello del Partito Democratico, e che decide di farlo in una città densa di storia e di simboli, Genova. Sullo sfondo del Porto Vecchio, in piazza dei Banchi, in Via San Luca, nelle decine di caroggi (piccole strade che arrivano fino al porto)si respira la storia di una città che, come ribadito dal sindaco Marta Vincenzi “c’era quando bisognava esserci per cambiare”, che “è rivoluzionaria e antifascista da sempre”. Con entusiasmo, passione, voglia di faticare per la democrazia. Temi chiave e fili conduttori che uniscono “i rivoluzionari come Mameli ai 2000 volontari rendono possibile questa festa “. Loro "ci tengono", come recita lo slogan adottato per il Congresso, accompagnato da un simpatico gadget, una molletta verde.

Ed è a loro che va il primo pensiero del segretario nazionale Dario Franceschini, nel messaggio di apertura letto dal responsabile Feste Lino Paganelli, è per loro il “grazie” più sentito, soprattutto in un momento tanto delicato per il partito. A due mesi dal Congresso “la Festa saprà essere ora più che mai la casa di tutti, il luogo del confronto, del dialogo, dello spazio alle voci, alle culture, alle posizioni politiche che abitano l'arcipelago democratico e allo stesso tempo una occasione di ascolto nei confronti del Paese, del mondo dell'impresa, del lavoro, del volontariato”.

Le due settimane che seguiranno (dal 22 agosto al 6 settembre) saranno l’occasione per occuparsi dei temi caldi, quelli che riguardano il partito si, ma soprattutto quelli che interessano il paese, quel paese “che spera, fatica, lavora, porta i figli a scuola, va a fare la spesa”, che insomma vive anni luce lontano dalle bugie del governo. Adesso, come suggerito da Maurizio Migliavacca, responsabile Organizzazione, al PD tocca fare il passo più ovvio, eppure il più difficile: “usare l’imminente Congresso per essere utile all’Italia”. Mantenendo questo spirito e questo orgoglio, quello di un popolo che si commuove ascoltando l’inno di Mameli, che guarda ai tanti immigrati presenti anche a Genova come ad amici, che batte le mani quando si nomina Guido Rossa e soffre al pensiero dei 73 eritrei morti nell’infame viaggio della speranza, un popolo, insomma, in cui “essere webmaster o essere addetto a sbucciare patate in uno stand ha la stessa dignità e importanza”.


Ivana Giannone



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. partito democratico festa genova

permalink | inviato da pdsannicola il 23/8/2009 alle 5:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


24 luglio 2009

*



Carissimi,

mi è sembrato giusto inviare prima a voi il testo della mozione congressuale a sostegno della mia candidatura alla segreteria nazionale del Pd. Si tratta di una traccia di discussione, che spero possa suscitare un dibattito aperto nel Paese, nei circoli, nei luoghi di vita e di lavoro.

Leggi il testo della mozione

Tutti voi potrete arricchirne il contenuto inviando opinioni e commenti su www.bersanisegretario.it..

Nei prossimi mesi ci aspetta un lavoro da fare. Tutti assieme.

Per costruire un radicamento popolare del nostro partito, per collegarci alle forze produttive del paese, per rendere il Pd uno strumento utile per l'Italia.

Grazie,
Pier Luigi Bersani



9 luglio 2009

verso il congresso

 
Cara amica, caro amico
il cammino del PD verso il congresso è cominciato. La Direzione nazionale ha approvato il regolamento per l'elezione del segretario stabilendo che la Convenzione si terrà
l'11 ottobre e le Primarie il 25.
Il regolamento è pubblicato sul sito nella sezione REGOLAMENTI mentre tutti i documenti sul congresso sono consultabili online.
Ricordiamo che

Il candidato alla segreteria del Partito Democratico
mentre da sabato scorso è ufficialmente in corsa anche Ignazio Marino che ha annunciato di
 puntare su diritti e merito.
Nella rassegna stampa del sito potete leggere l'intervento in cui
Dario Franceschini illustra le sue proposte per l'ambiente .

Per dire la vostra sul dibattito congressuale

vi segnaliamo il post "PD in NETWORK 2".

PS: In questi giorni i pensionati stanno ricevendo la quattordicesima, si tratta in media di 380 euro ciascuno. E' un provvedimento voluto dal governo Prodi ma naturalmente Berlusconi non lo dice. Facciamolo sapere,

diffondi la notiza con Mobilitanti


5 luglio 2009

Aria Nuova

 
 

È arrivato il momento. Siamo in molti, moltissimi.

Sogniamo un'Italia diversa,
crediamo nella cultura del merito, nella laicità della Stato, nella solidarietà, nel rispetto delle regole, nei diritti uguali per tutti.
Vogliamo liberare le energie migliori di questo Paese e creare una squadra di persone che diano voce, forza, concretezza alle nostre idee.
 
Siamo decisi a contrastare democraticamente chi governa l'Italia in maniera ottusa e maldestra:
 
per un Paese curato, sicuro, sereno, moderno
per un Paese che conti, in cui si faccia strada il coraggio, la capacità, la speranza
per un lavoro con un salario degno che valorizzi ogni individuo
per una scuola come principale strumento per la formazione e l'integrazione dei nostri figli
per uno sviluppo economico, responsabile, che rispetti l'ambiente
 
Vogliamo che ognuno possa costruire con fiducia il futuro, realizzare il proprio sogno e vogliamo essere liberi di scegliere.
Non sono slogan, sono i valori in cui crediamo e che ci uniscono. Ma affinché questi valori diventino azioni positive, ognuno di noi deve fare un passo avanti e assumersi un impegno.
                                                          
IO CI SONO
 
Sono pronto a fare il primo passo per assumermi la responsabilità di dare voce e concretezza a ciò in cui crediamo.
Sulla stessa strada siamo in tanti, a partire da un gruppo di democratici liberi nello spirito e visionari, che hanno scelto di impegnarsi e condividere la sfida.   
Non siamo spinti né sostenuti da correnti, siamo un ruscello ma possiamo diventare un fiume se ognuno di noi è disposto a contribuire con la propria goccia d'acqua.
Il fiume deve scorrere dentro gli argini e ogni persona per contare si deve iscrivere al Partito Democratico e partecipare con il proprio voto alla fase congressuale, per scegliere il candidato.
Facciamoci vedere. Facciamo sentire quanto è forte la nostra voglia di cambiare.
 
Entro l'11 luglio iscriviamoci tutti al PD.
E tra una settimana, se saremo in tanti, il fiume seguirà un nuovo corso.
Di speranza e fiducia.
 
 


1 luglio 2009

Ai Segretari di Circolo

Coordinamento provinciale Partito Democratico

Via T. Tasso, 9 73100 Lecce 0832\318558  www.partitodemocraticolecce.it    provinciale@partitodemocraticolecce.it

 

 

Ai Segretari di Circolo

e p.c. Ai componenti l’Assemblea Provinciale

 

 

Carissimi,

 

con l’approvazione del regolamento per l’elezione del Segretario e dell’assemblea Nazionale, si approssimano le scadenze per lo svolgimento di tutti gli adempimenti congressuali.

 

Innanzi tutto è fissata improrogabilmente la data del 21 luglio prossimo per la campagna del tesseramento ai fini della maturazione del diritto di partecipazione al voto, per eleggere i delegati alle convenzioni.

 

Per questa ragione i segretari di circolo sono pregati di attivarsi con ogni impegno al fine di assicurare la massima pubblicità di tale disposizione e per incentivare la partecipazione di tutti i cittadini che intendono aderire al partito.

 

Per rendere concreto questo obiettivo occorre mobilitarsi, tenendo conto anche della particolarità del periodo. Per questa ragione si suggerisce di adeguare le iniziative  sia all’aspetto temporale che a quello logistico: ad esempio senza escludere la organizzazione di incontri ed appuntamenti in sezione per facilitare  la partecipazione e l’impegno, si possono immaginare iniziative di strada e di piazza, particolarmente nei luoghi di maggiore frequentazione come le nostre marine.

 

E’ opportuno, comunque, che ogni circolo abbia buona conoscenza del regolamento e sviluppi in questo momento una riflessione politica sulle recenti elezioni e sul prossimo congresso. Per questo, oltre all’occasione dell’assemblea provinciale, già programmata per il prossimo 10 luglio,  invitiamo i segretari a promuovere incontri di direttivo ed assemblee di circolo per affrontare adeguatamente questa importante e delicata fase della vita del nostro partito.

 

In allegato alla presente inviamo copia del regolamento congressuale approvato dalla direzione nazionale e sollecitiamo formalmente i segretari di circolo ad  osservare uno scrupoloso e proficuo impegno sulla scadenza del tesseramento, avendo cura di dare e ricevere dalla struttura provinciale    ogni indicazione utile ad una efficiente organizzazione.

Cordiali saluti.

 

 

Lecce 29 giugno 2009

 

 

IL RESPONSABILE ORGANIZZATIVO                         IL SEGRETARIO PROVINCIALE

                   Gigi NESTOLA                                                                        Salvatore CAPONE  


Il Regolamento 


10 giugno 2009

Caro Enrico...

Enrico BERLINGUER

“ Non conosceva né ferie, né riposi settimanali, Lui che lottava perché gli altri le avessero”

(G. Fiori, Vita di E. Berlinguer, Edizioni Laterza)

Sono trascorsi venticinque anni dalla scomparsa di Enrico Berlinguer.

Il tempo è scappato velocissimo e quando rifletti, pigiando, con pause pensierose, le lettere della tastiera di un computer, ti accorgi che anche la tua vita scorre velocissima ed i vorticosi e tristi ricordi si incrociano con la tua giovinezza vissuta con forte passione civile.

Nel 1973 avevo quasi sedici anni; dopo una formazione giovanile fortemente caratterizzata dai valori cristiani, sentivo la necessità, vissuta quasi come desiderio, di entrare nella società degli adulti, di trovare un punto di approdo ideale che abbracciasse i valori dell’ uguaglianza delle opportunità per tutti, della solidarietà, del riscatto sociale per le persone più umili: trovai il mio approdo nel Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer.

Tutta una generazione di giovani, negli anni settanta, fu colpita ed attratta da quest’uomo.

La voglia di cambiamento della società e lo slancio ideale del mondo giovanile trovò nelle idee di Berlinguer, nella sua alta tensione morale, nel suo Partito, un punto di riferimento.

Berlinguer era un uomo politico coraggioso e timido, dolce e tenace, riservato e politicamente travolgente, serio ma con un grande slancio ideale, coerente sino alla fine con le sue convinzioni.

Ecco perché un giovane rimaneva attratto da lui ed io fui uno di questi.

Di lui Enzo Biagi, scrisse semplicemente: “Sentivi che credeva a quello che diceva”.

E, nel corso di una celebre intervista di Giovanni Minoli, Aprile 1983, un anno prima dalla sua morte, interrogato su almeno una propria qualità di cui andava fiero, rispose:

“Sono orgoglioso di essere rimasto fedele agli ideali della mia gioventù”.

E’ prova molto ardua tracciare un quadro delle idee fondamentali di E. Berlinguer, e certamente io, semplice militante politico, non sono all’altezza, ma testimoniare, con sincerità, i propri ricordi e gli insegnamenti politici appresi, può far nascere nell’animo l’umile speranza di suscitare uno stimolo a qualche giovane per accostarsi alla sfida interrotta di questo uomo politico raro.

Enrico Berlinguer guidò, in qualità di Segretario generale, la trasformazione del più forte Partito Comunista dell’Europa occidentale per dodici anni: dal 1972 al 1984. Dopo pochi giorni dalla sua scomparsa, 11 giugno 1984, il suo Partito, alle elezioni europee ottiene il 33,4% dei consensi: il PCI è per la prima volta, il primo partito italiano.

Il Destino, che gioca sempre con la fragile vita degli uomini, si prese la sua rivincita su Berlinguer, quando in una tribuna politica, nel giugno del 1983 affermò: “Non ci sarà, ve lo posso assicurare, un segretario a vita. Quando le condizioni saranno mature ci sarà un cambiamento del Segretario generale. Ci sono diversi compagni in grado di farlo….. nessuno è insostituibile”.

La coraggiosa, incessante, azione politica di Berlinguer rinnovò fortemente le basi ideologiche del PCI e recise, quasi del tutto, il legame politico con l’Unione Sovietica sul piano della teoria e della pratica politica. A Mosca, il 3 Novembre del 1977, in una sfavillante e marmorea sala del Cremlino, con la gerontocrazia sovietica alle spalle, pronunciò un celebre discorso: “ L’esperienza compiuta ci ha portato alla conclusione che la democrazia è oggi il valore storicamente universale sul quale fondare un’originale società socialista.

Ecco perché la nostra lotta unitaria, che cerca costantemente l’intesa con altre forze d’ispirazione socialista e cristiana in Italia ed in Europa occidentale, è rivolta a realizzare una società nuova, socialista, che garantisca tutte le libertà personali e collettive, civili e religiose, l’esistenza di diversi partiti, il pluralismo nella vita sociale, culturale ed ideale”.

Il piccolo e fragile Berlinguer, che pronunciava questi valori in quella sterminata e glaciale sala, curvo sui suoi foglietti ma tenacemente testardo, quando apparve in televisione, si conquistò l’ammirazione di tanti italiani.

Sul piano politico interno, la proposta coraggiosa e fortemente innovativa fu presentata da Berlinguer, con una serie di articoli su “Rinascita”, nel settembre del 1973: uomo di parte, riuscì a far accettare, anche dal suo Partito e dalla sua base, il valore del “compromesso storico” tra culture e forze politiche fortemente radicate nella società italiana per superare la drammatica crisi economica e morale in cui versava il nostro Paese.

Berlinguer conosceva i limiti ed i confini del suo agire politico. Nessun Partito Comunista aveva mai governato nell’Europa occidentale e la terribile divisione del mondo in due sfere d’influenza, americana e sovietica, bloccava la normale alternanza democratica di governo in Italia.

Quando il PCI, il 20 Giugno del 1976, raccolse il 34,4 % dei consensi alle elezioni politiche, era chiaro che nessun governo poteva essere costituito senza l’apporto determinante di questo Partito: la politica berlingueriana toccava il suo apice.

Non era facile, tuttavia, sconvolgere equilibri internazionali e mai nascoste resistenze interne. L’interlocutore politico più importante per Berlinguer, in questa delicata fase politica italiana fu Aldo Moro, il politico più carismatico della Democrazia Cristiana.

La mattina del 16 marzo 1978, ad un passo dalla formazione di un governo di programma, con l’apporto decisivo del PCI, Aldo Moro viene rapito dalle Brigate Rosse e i cinque componenti della sua scorta barbaramente uccisi. Dopo 55 giorni, il 9 Maggio, il cadavere di Moro viene ritrovato nel bagagliaio di una Renault 4 rossa, nel centro di Roma: è una tragedia per l’Italia e la fine di una stagione politica.

Il PCI di Berlinguer indietreggia sul piano dei consensi: negli anni ottanta la scena politica sarà dominata dal pentapartito che, nella follia di isolare politicamente il più forte partito della sinistra, porterà l’Italia a dei disastri sotto il profilo economico e morale.

Berlinguer denunciò con forza la degenerazione del sistema politico italiano, fu inascoltato ed accusato di un castigato moralismo, come se l’onestà non rappresentasse, da sempre e per sempre, la base fondamentale dell’agire politico. Intervistato da E. Scalfari, il 28 luglio 1981, affermò: “ I Partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa e mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società, idee, ideali, programmi pochi e vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze ed i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune….”.

Solo molti anni dopo, di questa degenerazione, si accorse anche la magistratura e crollò un intero sistema politico.

Ancora oggi, quante volte, mi sorprendo a pensare sul patrimonio di idee che ci ha lasciato Berlinguer!

Spesso mi rileggo i suoi discorsi ed suoi interventi e con il ricordo volo a cercare la sua espressione corrucciata e severa che intimoriva i giornalisti. Viviamo tristi momenti politici, soprattutto sul piano internazionale, sembra che l’umanità non riesca a vivere nella tolleranza e persino la comune appartenenza al genere umano viene calpestata, giornalmente, dall’uomo.

Mi manca Berlinguer!

Quante volte spero di vederlo ancora inTV, magari mentre rilascia una dichiarazione, mentre legge un discorso presso il palazzo di vetro dell’ONU, in questi giorni, e magari, rivolgendosi ai potenti del mondo ed agli ultimi del mondo, dirà quello che diceva agli intellettuali, nel gennaio del 1977

“….Una trasformazione rivoluzionaria può essere avviata nelle condizioni attuali solo se sappiamo affrontare i problemi nuovi posti all’Occidente dal moto di liberazione dei popoli più poveri del mondo. E ciò, secondo noi comunisti, comporta per l’Occidente, e soprattutto per il nostro Paese, due conseguenze fondamentali: aprirsi ad una piena comprensione delle ragioni di sviluppo e di giustizia di questi paesi ed instaurare con essi una politica di cooperazione su basi di uguaglianza; abbandonare l’illusione che sia possibile perpetuare un tipo di sviluppo fondato su quella artificiosa espansione dei consumi individuali che è fonte di sprechi, di parassitismi, di privilegi, di dissipazione delle risorse, di dissesto finanziario...”

Caro Enrico,

quel tragico 7 Giugno 1984, mentre concludevi la campagna elettorale, a Padova, un ictus cerebrale troncò la tua sfida!

Io ero a Firenze, ero militare di leva e, fra le carte e le relazioni del generale di brigata che trascrivevo con molta attenzione, riuscivo a trovare il tempo per prepararmi a sostenere l’esame di Stato per iscrivermi all’Albo degli Agronomi.

La notizia si apprese subito in caserma. Rimasi attaccato per quattro giorni a giornali, radio e televisione: leggevo e seguivo tutto. I funerali di Stato furono fissati a Roma, per il 13 Giugno. Non ebbi alcuna titubanza, chiesi di essere ricevuto dal mio comandante di compagnia. Di fronte ad una mia richiesta di permesso straordinario di due giorni, l’ufficiale si mostrò meravigliato, conoscendo le mie origini leccesi, e mi chiese la motivazione della richiesta. Orgogliosamente, affermai che volevo partecipare ai funerali di Berlinguer, a Roma, dove sicuramente avrei incontrato i compagni del mio Partito di Sannicola. Solo più tardi, nella vita, ho imparato che il proprio orgoglio ostentato impedisce di raggiungere, a volte, dei semplici traguardi!

Infatti, il comandante non mi concesse il permesso e, per una singolare forma di punizione o di invidia, mi comunicò che il 13 Giugno aveva bisogno di un gruppo di graduati anziani per partecipare, insieme a tutte le compagnie che facevano capo al Comando Militare delle forze Tosco-Emiliane, al giuramento solenne dei ragazzi del 4° scaglione, ad Arezzo.

Ed io, logicamente, facevo parte di quella parata militare!

Così, il 13 Giugno, all’alba, mi ritrovai su un camion militare, sulla strada per Arezzo. Ero arrabbiato, triste, svuotato, senza energie. Prima di iniziare le nostre prove, un ragazzo toscano della mia caserma, che non conoscevo, mi avvicinò, mi disse che era al corrente della mia punizione, e indicandomi un gruppo di suoi amici, aggiunse: “Noi, oggi, saremo a Roma. Quando il gen. Poli, nel momento solenne del giuramento, ci chiederà di essere fedeli ai valori della Repubblica italiana, noi, presentando l’arma, giureremo fedeltà ad Enrico Berlinguer”.

E così avvenne.

Tutto il tappeto erboso dello stadio di Arezzo era coperto da militari di leva schierati. La giornata era caldissima, qualche soldato rigido e stretto nell’uniforme si accasciò a terra privo di sensi. Ma venne il momento solenne e, quando il gen. Poli con la sua voce severa, dagli altoparlanti della tribuna, ci chiese di giurare sui sacri valori della Patria, io, con le braccia tese e con il fucile armato di baionetta, giurai, per la seconda volta, fedeltà allo Stato italiano e ad Enrico Berlinguer che in quel momento, per me, rappresentava lo Stato.

Quello di Berlinguer fu il più grande funerale della storia d’Italia. Mai uomo di Stato o di spettacolo, di sport o di religione fu accompagnato, al termine della sua vita, da tanta gente.

Sannicola, 10 Giugno 2009.

Antonio MICCOLI

Partito Democratico - Sannicola

Per approfondire:

  1. G. Fiori, Vita di Enrico Berlinguer, Edizioni Laterza, 2004.
  2. E. Berlinguer, Attualità e futuro, Roma, Editrice l’Unità,1989.
  3. P. Folena, I ragazzi di Berlinguer, Baldini&Castoldi, 1997.
  4. A. Rubbi, Il mondo di Berlinguer, Editrice l’Unità, 1994.
  5. W. Veltroni, La sfida interrotta, Baldini&Castoldi, 1994.


10 giugno 2009

Elezioni provinciali - Lecce

Elezioni europee ed amministrative del 6 - 7 giugno 2009

Provincia di LECCE


Elettori

730.915

Votanti

499.751

68,37 %


Schede bianche

18.888

3,77 %

Schede nulle

14.529

2,90 %

Schede contestate e non assegnate

12

0,00 %


GABELLONE ANTONIO MARIA

192.870

41,35

IL POPOLO DELLA LIBERTA'

IL POPOLO DELLA LIBERTA'

83.471

18,55

LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO

LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO

38.711

8,60

LISTA LOCALE - PROGETTO PROVINCIA LISTA DEL PRESIDENTE

LISTA LOCALE - PROGETTO PROVINCIA LISTA DEL PRESIDENTE

19.576

4,35

AZZURRO POPOLARE

AZZURRO POPOLARE

15.582

3,46

LISTA LOCALE - PATTO PER IL SALENTO - PPS

LISTA LOCALE - PATTO PER IL SALENTO - PPS

11.385

2,53

U.D.EUR POPOLARI

U.D.EUR POPOLARI

8.972

1,99

LISTA LOCALE - INSIEME PER IL SALENTO

LISTA LOCALE - INSIEME PER IL SALENTO

4.109

0,91

LA DESTRA-FIAMMA TRICOLORE-FORZA NUOVA

LA DESTRA-FIAMMA TRICOLORE-FORZA NUOVA

3.769

0,83

LISTA LOCALE - SALENTO LIBERO REGIONE

LISTA LOCALE - SALENTO LIBERO REGIONE

3.072

0,68

Totale

188.647

41,94

CAPONE LOREDANA

171.372

36,74

PARTITO DEMOCRATICO

PARTITO DEMOCRATICO

58.919

13,09

LISTA LOCALE - SALENTO C'E' CON LOREDANA CAPONE PRESIDENTE

LISTA LOCALE - SALENTO C'E' CON LOREDANA CAPONE PRESIDENTE

22.652

5,03

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

16.425

3,65

PARTITO SOCIALISTA

PARTITO SOCIALISTA

16.220

3,60

LISTA LOCALE - GIOVANNI PELLEGRINO PER IL SALENTO

LISTA LOCALE - GIOVANNI PELLEGRINO PER IL SALENTO

14.915

3,31

SINISTRA - PER IL SALENTO

SINISTRA - PER IL SALENTO

13.618

3,02

LISTA LOCALE - DEMOCRATICI E RIFORMISTI

LISTA LOCALE - DEMOCRATICI E RIFORMISTI

12.539

2,78

RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI

RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI

10.885

2,42

Totale

166.173

36,94

POLI ADRIANA IN BORTONE

102.080

21,89

UNIONE DI CENTRO

UNIONE DI CENTRO

37.726

8,38

IO SUD

IO SUD

32.832

7,29

LISTA LOCALE - CENTO CITTA' - ADRIANA PRESIDENTE

LISTA LOCALE - CENTO CITTA' - ADRIANA PRESIDENTE

10.079

2,24

LISTA LOCALE - VERSO IL PARTITO - IO C'ENTRO - DELLA NAZIONE

LISTA LOCALE - VERSO IL PARTITO - IO C'ENTRO - DELLA NAZIONE

8.840

1,96

LISTA LOCALE - SALENTO IN MOVIMENTO

LISTA LOCALE - SALENTO IN MOVIMENTO

3.735

0,83

LISTA LOCALE - MOVIMENTO SOCIALE DESTRA ITALIANA

LISTA LOCALE - MOVIMENTO SOCIALE DESTRA ITALIANA

1.744

0,38

Totale

94.956

21,11





10 giugno 2009

Elezioni Provinciali

Elezioni europee ed amministrative del 6 - 7 giugno 2009

Provincia di LECCE Collegio 22 : NEVIANO


Elettori

19.337

Votanti

12.607

65,19 %


Schede bianche

525

4,16 %

Schede nulle

339

2,68 %

Schede contestate e non assegnate

3

0,02 %


GABELLONE ANTONIO MARIA

5.284

45,00

IL POPOLO DELLA LIBERTA'

IL POPOLO DELLA LIBERTA'

MEGHA ANTONIO

1.966

17,18

AZZURRO POPOLARE

AZZURRO POPOLARE

PERRONE SALVATORE

1.080

9,43

LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO

LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO

PICCIONE COSIMO

945

8,25

U.D.EUR POPOLARI

U.D.EUR POPOLARI

GRASSO MARIA ROSA IN NOCCO

495

4,32

LISTA LOCALE - PROGETTO PROVINCIA LISTA DEL PRESIDENTE

LISTA LOCALE - PROGETTO PROVINCIA LISTA DEL PRESIDENTE

MENOZZI PAOLO

458

4,00

LA DESTRA-FIAMMA TRICOLORE-FORZA NUOVA

LA DESTRA-FIAMMA TRICOLORE-FORZA NUOVA

RUSSO ANTONIO LUCIO

89

0,77

LISTA LOCALE - PATTO PER IL SALENTO - PPS

LISTA LOCALE - PATTO PER IL SALENTO - PPS

RIA DEMETRIO

86

0,75

LISTA LOCALE - SALENTO LIBERO REGIONE

LISTA LOCALE - SALENTO LIBERO REGIONE

SALLUSTIO FREDI

31

0,27

LISTA LOCALE - INSIEME PER IL SALENTO

LISTA LOCALE - INSIEME PER IL SALENTO

RAHO DAVIDE

12

0,10

Totale

5.162

45,11

CAPONE LOREDANA

4.217

35,91

PARTITO DEMOCRATICO

PARTITO DEMOCRATICO

NOCERA GIUSEPPE

1.472

12,86

LISTA LOCALE - SALENTO C'E' CON LOREDANA CAPONE PRESIDENTE

LISTA LOCALE - SALENTO C'E' CON LOREDANA CAPONE PRESIDENTE

PELLEGRINO COSIMO

640

5,59

PARTITO SOCIALISTA

PARTITO SOCIALISTA

COLAZZO ENRICO

532

4,64

LISTA LOCALE - DEMOCRATICI E RIFORMISTI

LISTA LOCALE - DEMOCRATICI E RIFORMISTI

CICCARDI ANTONIO

487

4,25

LISTA LOCALE - GIOVANNI PELLEGRINO PER IL SALENTO

LISTA LOCALE - GIOVANNI PELLEGRINO PER IL SALENTO

GIANFREDA PANTALEO

360

3,14

SINISTRA - PER IL SALENTO

SINISTRA - PER IL SALENTO

CARPENTIERI ROSSANA

277

2,42

RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI

RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI

GIOFFREDA IVANO

205

1,79

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

DE RAZZA GIUSEPPE

164

1,43

Totale

4.137

36,15

POLI ADRIANA IN BORTONE

2.239

19,07

IO SUD

IO SUD

COLELLA LUIGI

800

6,99

UNIONE DI CENTRO

UNIONE DI CENTRO

MASTORE FRANCO

445

3,88

LISTA LOCALE - CENTO CITTA' - ADRIANA PRESIDENTE

LISTA LOCALE - CENTO CITTA' - ADRIANA PRESIDENTE

SINDACO CECILIA MARTA

347

3,03

LISTA LOCALE - VERSO IL PARTITO - IO C'ENTRO - DELLA NAZIONE

LISTA LOCALE - VERSO IL PARTITO - IO C'ENTRO - DELLA NAZIONE

MAZZOTTA LORENZO DETTO IVAN

268

2,34

LISTA LOCALE - SALENTO IN MOVIMENTO

LISTA LOCALE - SALENTO IN MOVIMENTO

IASI SALVATORE

239

2,08

LISTA LOCALE - MOVIMENTO SOCIALE DESTRA ITALIANA

LISTA LOCALE - MOVIMENTO SOCIALE DESTRA ITALIANA

LEUZZI FRANCESCO

44

0,38

Totale

2.143

18,72



2 giugno 2009

*

La Corte dei Conti accusa Fitto
Tagliati ingiustamente i fondi per il Sud


 

"Il governo Berlusconi scippa risorse al Sud". I governatori meridionali lo denunciano da mesi, venendo sistematicamente smentiti dai ministri di centrodestra. E´ stata la Corte dei conti, ieri, a chiarire da che parte si trova la ragione: "Il governo - hanno scritto i giudici nell´ultima relazione quadrimestrale ha utilizzato il fondo per le aree sottoutilizzate per interventi non direttamente connessi con la missione di riequilibrio territoriale".

di Paolo Russo

 

Una conferma di alto profilo istituzionale che ha ridato vigore alle accuse lanciate da Nichi Vendola al governo nazionale: «I fondi destinati allo sviluppo della nostre regione sono bloccati o destinati ad altri progetti - ha tuonato ieri il presidente - la Puglia è tenuta in castigo dal governo Berlusconi, Fitto vuole la Puglia in ginocchio sui ceci, questa è la lunga vendetta del ministro, contro i pugliesi che gli hanno voltato le spalle». La relazione della Corte dei conti ha gettato benzina sul fuoco della polemica sui fondi Fas. «Oggi tutti i progetti che avremmo dovute realizzare con il contributo del governo sono bloccati - ha ribadito Vendola - la bonifica e la reindustralizzazione delle aree inquinate di Brindisi e Taranto, la diga di Piano dei Limiti, ma anche azioni meno costose ma simbolicamente importanti come la piantumazione degli alberi al quartiere Tamburi e i progetti per lo sviluppo delle energie pulite. Purtroppo - ha sottolineato il governatore - la Puglia è oggetto di un trattamento speciale. Siamo di fronte a un governo antimeridionalistico con un rappresentante pugliese che fa precipitare sulla nostra regione molti dispetti e sta conducendo la sua lotta politica sulla pelle dei cittadini. Per questo la Regione è costretta a fare gli straordinari per coprire questa drammatica assenza». Lo ha fatto con la scuola, finanziando la riassunzione di mille precari tagliati da Tremonti, e lo sta facendo, soprattutto, con la manovra anticrisi. «Tra risorse proprie e investimenti privati che è stata in grado di attirare - ha detto Vendola - la mia giunta, in pochi mesi, ha immesso nell´economia pugliese un miliardo e 400mila euro.

 

Soldi veri e non le favole raccontate dal governo Berlusconi». La misura per paragonare la manovra anticrisi pugliese con quella nazionale è il bando per facilitare l´accesso al credito delle imprese. «Solo la Puglia ha messo in campo 50 milioni di euro per un fondo di garanzia in grado di stimolare oltre un miliardo di euro di prestiti alle aziende - ha illustrato Vendola - anche il governo Berlusconi, a parole, vuole salvare le aziende italiane dalla stretta creditizia. Ma, a livello nazionale, per tutte le imprese che operano da Bolzano a Trapani, ha messo a disposizione la stessa somma che noi abbiamo investito solo nella nostra regione. E´ questa la differenza». L´ultimo intervento anticrisi, è il bando da 43 milioni di euro per incentivare l´apertura di nuove micoimprese da parte dei soggetti svantaggiati. «Alle donne, ai giovani, ai precari, ai disoccupati e ai cassintegrati che si vogliono mettere in proprio - ha spiegato l´assessore alle Attività produttive, Sandro Frisullo - prestiamo fino a 400mila euro a fondo perduto per l´apertura di un´impresa manifatturiera o commerciale. Con questo salgono a dieci i bandi anticrisi pubblicati in pochi mesi. La Puglia è la prima regioni in Italia per tempi e risorse messe a disposizione del mondo produttivo». L´unico neo, rilevato da Frisullo, riguarda la scarsa disponibilità dei grandi istituti bancari a finanziare le piccole e medie imprese pugliesi.


Fonte: Bari Repubblica.it (28 maggio 2009)

 


17 maggio 2009

Europee: programma Pd


“La crisi economica che ha investito l'Europa pone un obiettivo di archiviare al più presto l’ideologia che l’ha sorretta, ovvero quella di mercati in grado di autoregolarsi e di una globalizzazione all’insegna delle disuguaglianze e dell’assenza di regole.

La crisi ha dimostrato l’importanza, di fronte ad un mondo sempre più complesso, incerto ed imprevedibile, di avere una ‘casa europea’. Senza una forte integrazione ed una moneta unica l’impatto della crisi sulle nostre società ed economie sarebbe stato ben più drammatico. Se si fosse dato ascolto alla destra ostile all’euro e che contrastava l’integrazione, l’Italia si sarebbe trovata in balia della crisi senza interlocutori né mezzi per trovare una risposta coerente”.

Questo è solo un breve stralcio del programma politico del Pd per le prossime elezioni europee del 6 e 7 giugno, presentato oggi alla stampa dal segretario Dario Franceschini.

Il Pd sarà in prima linea per "reimpugnare la bandiera" dell'europeismo. Per il leader del Pd occorre "risvegliare la vocazione europeista degli italiani". In Italia "è una cosa rara che un partito presenti il programma per le elezioni europee, ma normale all'estero", ha ricordato. "E' indubbio che le elezioni abbiano anche un significato politico ma noi vogliamo che restino accesi i riflettori sul tema Europa".

Per queste ragioni “abbiamo candidato persone che resteranno in Europa" ha ribadito Franceschini e questo dovrà essere "un argomento centrale della campagna elettorale”. “Ci sarà' un motivo se in nessun altro Paese europeo un capo di governo si presenta per occupare
un posto in cui non resterà. Perché dobbiamo sempre essere anomali nella furbizia e nel trucco?".

Per il leader del Partito Democratico il concetto di centralità dell'Europa è di fondamentale importanza.”Tra i ragazzi la dimensione è 'Noi siamo europei' e non italiani o francesi. Tra i giovani c'è un'identità che è già più avanti”.

”Il mercato – ha concluso Franceschini è molto più veloce delle sue classi dirigenti. Si è fatta un'intera campagna elettorale sull'italianità di Alitalia non capendo che con altre soluzioni saremmo nella prima compagnia europea. Poi però c'è l'orgoglio per operazioni come Fiat-Opel...''.

Questi i punti principali del programma del Pd:

1. Rilanciare la crescita e l’integrazione interna

Quello di cui ha bisogno l’Europa è l’ avvio di una politica europea di investimenti
per lo sviluppo e di un più forte coordinamento delle politiche economiche e delle
misure di stimolo all’economia.

Le vie da percorrere sono le seguenti:

  • l’adozione da parte della Commissione di un documento di programmazione economica e finanziaria;
  • la modifica del Patto di stabilità e di crescita per scorporare dal calcolo del deficit le spese per investimenti in infrastrutture e attività di ricerca (certificati nella loro rilevanza europea dalla Banca Europea degli Investimenti);
  • la revisione e un adeguamento del bilancio comunitario alle sfide che l’Unione deve affrontare: un bilancio che renda possibili investimenti da concentrare nel campo della ricerca, della formazione superiore, dell’innovazione tecnologica;
  • la emissione di titoli del debito pubblico europeo per finanziare grandi investimenti a favore della crescita. L’obiettivo è consentire ai paesi europei ad un tempo il rafforzamento delle infrastrutture materiali e immateriali e l’innalzamento dei livelli di ricerca scientifica e tecnologica in accordo con il perseguimento della Strategia di Lisbona;
  • un forte sistema di regolazione e supervisione finanziaria e bancaria, integrato con la Bce e con gli Enti nazionali, per esercitare un efficace controllo ai vari livelli incluso quello sugli attori finanziari che operano su scala continentale;
  • limiti sulle retribuzioni e sui bonus dei dirigenti in modo che i loro compensi non prescindano dai risultati e nuove regole per prevenire conflitti d’interesse.


2. Nuove politiche redistributive

  • Mettere a regime e rafforzare il Fondo costituito per sostenere i lavoratori e le imprese colpite dalla concorrenza internazionale: è necessario un finanziamento adeguato se si vuole che il Fondo dia un sostegno effettivo e non si riduca ad interventi simbolici.
  • Adottare ammortizzatori sociali universali, del reddito minimo e dei sostegni ai bassi salari. Si tratta di misure di grande attualità e che danno un senso concreto all’Europa sociale.
  • Promuovere politiche comuni per la buona occupazione, specie dei gruppi più deboli sul mercato del lavoro, riducendo le diseguaglianze sociali nei paesi dell’Unione.


3. Un’Europa protagonista della “green economy”

La Comunità europea era nata anche per l’energia, quella spinta iniziale va rinnovata.
Per l’Italia si tratta di recuperare un ritardo accumulato negli anni di governo del centrodestra, che aveva nell’amministrazione Bush l’unico partner occidentale affine in atteggiamenti scettici e persino negazionisti.

La sfida dell’ambiente si incrocia poi in particolare in Italia con quella dell’innovazione
e della qualità, fondamentali per la competitività della nostra economia e vede nella
vitalità delle nostre imprese un’importante strumento.


4. Un’Europa più vicina alle nuove generazioni

Istruzione, innovazione, mobilità sono alla base di una cittadinanza europea attiva. Questo comporta maggiori sostegni per quelle azioni e quei programmi come Erasmus che contribuiscono a creare una cittadinanza europea autentica e vissuta. Erasmus deve diventare obbligatorio in tutte le università.
La mobilità va estesa oltre l’università, sviluppando programmi Erasmus dei funzionari, degli imprenditori, degli insegnanti. Va inoltre promossa nei paesi membri “una educazione civica europea”
perché si impari da piccoli a vivere e riconoscersi come cittadini europei. Importante sarebbe lanciare un programma per un Servizio civile europeo.


5. Un uguaglianza di genere

Aspetto essenziale del programma europeo dei democratici è l’impegno per realizzare l’uguaglianza di genere in Italia e in Europa. Le donne in media guadagnano ancora il 15% in meno degli uomini a parità di lavoro ed è molto più frequente che siano disoccupate, emarginate dal mercato del lavoro per mancanza di posti di lavoro adeguati, o siano impegnate in lavori sottopagati o di basso livello o a tempo parziale.

Proponiamo di creare una Carta europea dei diritti delle donne in tutta l’Unione Europea e per promuovere meccanismi che garantiscano l’uguaglianza di genere in tutti gli aspetti della vita sociale, economica e politica.


6. Contribuire alla definizione di nuove regole della finanza internazionale

Una efficace regolazione pubblica è necessaria per il buon andamento dei mercati finanziari. Quindi nuove regole per:

  • rinsaldare la coerenza della sua azione esterna unificando la rappresentanza delle sue posizioni nelle istituzioni globali, dalle Nazioni Unite, al G8, alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale, fino ad arrivare ad avere una voce unica in molte di queste istituzioni. ndispensabile, in ogni caso, è unificare la rappresentanza internazionale della zona euro;
  • promuovere la ripresa e la conclusione positiva del negoziato multilaterale sul commercio. L’Europa ricaverebbe solo svantaggi da un indebolimento dell’Organizzazione mondiale del commercio e delle sue regole multilaterali.

7. Tutelare il nostro tessuto agricolo

Occorre incrementare il protagonismo internazionale della nostra offerta alimentare. Obiettivo primario è continuare nella valorizzazione del nostro patrimonio di qualità, tradizioni e legami con il territorio. Il Partito democratico è impegnato nella ricerca di soluzioni che preservino e accrescano un patrimonio economico, sociale e ambientale di straordinaria importanza come quello agricolo, anche nell’ottica del processo di partenariato mediterraneo, per fare del Mezzogiorno d’Italia una piattaforma di valorizzazione dell’intera offerta alimentare mediterranea.


8. Governare il fenomeno migratorio

L’immigrazione è una sfida di carattere economico, sociale e culturale di tale portata da richiedere politiche di ampio respiro e soprattutto una gestione comunitaria e non unilaterale della questione.
La cooperazione europea è essenziale per governare il fenomeno migratorio e promuovere una giusta e responsabile politica rispondente ai bisogni economici dell’Europa e rispettosa dei diritti degli immigrati. Una politica che sia percepita dai cittadini come un’opportunità e non una sfida alla loro sicurezza.

L’immigrazione legale e controllata è la più efficiente forma di contrasto all’immigrazione clandestina. La risposta non è nei ghetti o nella xenofobia ma in politiche che combattano severamente l’immigrazione clandestina, il lavoro nero, il traffico di esseri umani e assicurino l’integrazione. Ciò che ha iniziato a fare l’Europa in questo campo va nella direzione giusta ma è ancora troppo poco. Non si può delegare il controllo delle frontiere esterne dell’Unione e la politica degli accordi internazionali (gli strumenti più efficaci) solo agli Stati membri.

  • Occorre una comune politica di controllo delle frontiere esterne dell’Unione e vanno stipulati da parte dell’Unione Europea accordi di cooperazione e riammissione con i paesi extra europei;
  • va impostata una politica di integrazione fondata sul rispetto dei doveri e sul progressivo riconoscimento di diritti di partecipazione, rappresentanza e cittadinanza;
  • va sostenuta una politica comune sull’asilo basata su regole giuste e condivise dai paesi membri dell’Unione per coloro che fuggono da regimi tirannici e da persecuzioni.


9. Contrastare il crimine e il terrorismo

Più sicurezza per i cittadini europei significa anche più cooperazione contro il crimine organizzato e il terrorismo. La libera circolazione dei cittadini europei attraverso il sistema di Schengen è una della più importanti realizzazioni europee: non va rimessa in discussione ma va efficacemente garantita attraverso una più forte cooperazione delle autorità giudiziarie e delle forze di polizia e di sicurezza europee.

La difesa rigida delle competenze nazionali in materia di sicurezza è una forma di miopia che riduce la risposta alla domanda di sicurezza dei cittadini. Ecco perché occorre:

  • consolidare la cooperazione delle forze giudiziarie e di polizia degli stati membri al fine di combattere e prevenire la criminalità organizzata, le minacce alla vita e alle libertà dei cittadini;
  • rafforzare energicamente l’Europol, perché diventi presto una vera e propria Polizia Europea, in grado di contrastare efficacemente le grandi multinazionali del crimine e irrobustire Eurojust e lo spazio giudiziario europeo;
  • individuare, nella lotta terrorismo, che resta una grave minaccia, più efficaci forme di collaborazione tra le intelligence dei Paesi europei, sino ad un coordinamento stabile sul modello di Europol, dove scambiare informazioni, compiere analisi condivise, promuovere iniziative di prevenzione.


10. Dare maggiore consistenza e coerenza all’azione internazionale dell’Unione e costruire una politica di sicurezza e difesa europea

L’Unione europea deve essere sempre di più protagonista nel promuovere la pace, la prevenzione e la risoluzione dei conflitti. Per il nostro paese è essenziale costruire una effettiva Unione euromediterranea basata sui principi di cooperazione e solidarietà regionale.

Far sì che il nuovo multipolarismo rafforzi e non indebolisca la cooperazione. L’Unione europea dovrà aumentare gli sforzi per sradicare la povertà nei paesi in via di sviluppo. La nuova legislatura europea 2009/2014 coincide con il tempo rimanente per la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite. Occorre mettere in campo oltre ai programmi di aiuto dell’Unione già esistenti, fonti ulteriori di finanziamento allocando almeno lo 0,7 del prodotto nazionale lordo alla politica di sviluppo e realizzando i programmi in modo più coordinato, efficace e mirato.


13 maggio 2009

Elezioni provinciali


6 maggio 2009

*


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politica giovani loredana capone

permalink | inviato da pdsannicola il 6/5/2009 alle 18:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sfoglia     novembre       
 
 




blog letto 97652 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Luci a S.Mauro
Regione
Bacheca
Archivio
Sinistra Giovanile
l'Officina
Interviste
Cgil
Governo
L'opinione di...

VAI A VEDERE

fotoalbum
lafabbrica
Franceschini
Partito Democratico
meteo
centrosinistra
levarsia
Antica Sannicola
Comune di Sannicola
noceragirls
Sannicolalibera
ANSannicola
AGSannicola
I Moderati
Forza Nuova
sudnews.it
Paese Nuovo
Ds online
l'Unità
Europa
Corriere della Sera
La Repubblica
la Stampa
Le Monde
Times
Financial Times
New York Times
Washington Post
El Pais
Sueddeutsche Zeitung
NZZ Online
Rai click



"Ci hanno fatto credere che la politica è sporcizia
o è lavoro di specialisti, e invece
la cosa pubblica siamo noi stessi.
"
(Lettere di un condannato a morte della Resistenza)

E' con questo spirito che La sezione che verrà
vuole fare politica. Noi crediamo che
la partecipazione politica,
specialmente in un partito della sinistra europea,
debba essere aperta a tutti perché vediamo
nella partecipazione allargata
il fondamentale momento di vitalità
del processo democratico del nostro Paese.
Per questo,
ci impegniamo a costruire un luogo fisico e di incontro,
aperto alle istanze,
ai bisogni e alle proposte di tutti.
Con La sezione che verrà
vogliamo dare il nostro contributo
alla formazione di una nuova cultura politica,
che riflette e si interroga
sulle trasformazioni sociali ed economiche,
che dà spazio ai giovani,
attenta ai diritti ma anche ai doveri,
che si confronta per promuovere
le riforme che favoriscono
la meritocrazia e le pari opportunità.
Con le attività da noi promosse
e con l'ospitalità che offriremo nella nostra sezione,
vogliamo essere presenti nella nostra zona,
nella nostra città e nel nostro Paese,
per esprimere i nostri valori,
per incontrare l'Altro in tutte le sue forme
e per poter contribuire a migliorare
la realtà in cui viviamo.
Vogliamo sperimentare per creare
una realtà solida e innovativa
che riaffermi l'importanza dell'impegno
e della riflessione di tutti nella cosa pubblica.





"La differenza fra

un politico e uno

statista


sta nel fatto che

il politico


pensa

alle prossime

elezioni,


lo statista

alle prossime

generazioni"

A. De Gasperi.


Mappa Sannicola






 

leucades
FOTO PRIMARIE

CERCA